La Puglia finanzia il compostaggio di comunità. Nicastro:”12,5 milioni di euro ai piccoli comuni”

La regione finanzia il compostaggio collettivo. L’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro: “Con il progressivo diffondersi delle raccolte porta a porta i piccoli Comuni (meno di 4.000 abitanti) ridurranno significativamente i costi di gestione del servizio di igiene urbana mediante il conferimento della frazione organica in piccoli impianti di trascurabile impatto, il più vicino possibile ai luoghi di produzione”

di Giuseppe Miccoli
lunedì 23 giugno 2014 00:04

La Puglia finanzia il compostaggio di comunità. Nicastro:"12,5 milioni di euro ai piccoli comuni" I comuni con servizio porta a porta, molto distanti dagli impianti di compostaggio (come ad esempio le comunità montane del Gargano, della Daunia o della Murgia, oppure comuni del basso Salento), potrebbero risparmiare molte migliaia di euro grazie agli impianti di compostaggio di comunità. Il vantaggio cresce all’aumentare della distanza degli impianti di compostaggio. L’umido raccolto, infatti, grazie a questi piccoli impianti verrebbe trasformato in compost in loco, evitando così ai camion dedicati al trasporto dell’umido di percorrere centinaia di chilometri fino agli impianti di compostaggio, oltretutto pagando per il conferimento dell’umido.

D’altro canto il compostaggio di comunità elettromeccanico non può essere lasciato all’improvvisazione. Bisognerà curare nei dettagli l’organizzazione di questo servizio reso ai cittadini.
Eco dalle Città ha già curato l’argomento e a tal proposito rimanda ai seguenti articoli del giornalista Federico Vozza: “Compostaggio di vicinato: primo impianto inaugurato a Sant’Antonino di Susa” e “A Pracatinat la prima esperienza piemontese di compostaggio “di prossimità“.

L’importanza del compostaggio di comunità è stata avvertita anche in Puglia. Così l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro ha presentato oggi la delibera approvata dalla Giunta Regionale. “L’incremento della raccolta differenziata potrebbe determinare, soprattutto per le realtà comunali con numero di abitanti inferiore alle 4mila unità, un eccessivo costo di smaltimento delle varie frazioni dei rifiuti urbani: per questo abbiamo inteso avviare una procedura che permetta a queste realtà di accedere a risorse dedicate a quello che definiamo compostaggio collettivo. Con 12,5 mln di risorse disponibili sui fondi PO FESR 2007-2013 invitiamo queste comunità a dotarsi di compostiere di comunità a cui conferire la frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata evitando i costi di accesso presso agli impianti”.

“Il potenziale contributo del compostaggio di comunità è fondamentale nell’ambito del sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani; con il progressivo diffondersi delle raccolte domiciliari o ‘porta a porta’ i piccoli Comuni ridurrebbero significativamente i costi di gestione del servizio di igiene urbana mediante il conferimento della frazione organica in piccoli impianti di trascurabile impatto, il più vicino possibile ai luoghi di produzione. Il tutto – spiega Nicastro – contribuendo a valorizzare il riutilizzo in loco del compost (D. Lgs. 75/2010) e ad aumentare le possibilità di un cambio comportamentale dei cittadini. I comuni fino a 4mila abitanti potranno accedere a questa opportunità, dotarsi di una compostiera di collettività affidandola al proprio gestore dei servizi di igiene urbana abbattendo i costi di conferimento e, quindi, evitando che la differenziazione del rifiuto risulti eccessivamente onerosa per il cittadino”.

“Ci aspettiamo che i rappresentanti istituzionali dei comuni fino a 4mila abitanti approfitteranno di questa opportunità per le proprie comunità: avranno modo di incidere sensibilmente sulla pressione che i servizi di nettezza urbana e di conferimento del rifiuto esercitano sulle tasche dei propri concittadini ma, soprattutto, di avviare un percorso virtuoso in quei contesti per la gestione a km 0 della frazione umida attraverso la produzione di ammendante da riutilizzare sul posto. Si tratta di risorse economiche – conclude Nicastro – a sportello riservati a progetti realizzabili entro il mese di giugno prossimo”.

Cenni storici. Dal sito della ProLoco di Soriano nel Cimino

Arrivando sia da Viterbo che da Roma Soriano si presenta allo stesso modo: un grosso centro disteso sulla cima tondeggiante e sui fianchi di un’altura caratterizzato da due diverse forme di insediamento urbanistico; il piccolo borgo medievale, attorno al Castello fatto erigere da papa Nicolò III Orsini nel XIII secolo, e gli ampi quartieri rinascimentali che lo racchiudono. La parte più antica è costituita da piccole abitazioni e da vicoli di pendio che si affacciano su ampie distese di castagni.

Quella rinascimentale offre invece il bellissimo Palazzo Albani-Chigi (XVI secolo), considerato uno dei maggiori capolavori dell’architetto Ottaviano Schiratti, assieme alla famosissima Fontana Papacqua. Di origine etrusca o fenicia, anche se recenti ritrovamenti testimoniano come la zona fosse già abitata in epoche preistoriche, alcuni studiosi hanno ritenuto in passato che si trattasse della Surrina Vetus distrutta dai Romani. A giudicare dai ritrovamenti archeologici numerosi furono i nuclei abitati, anche se di modeste dimensioni, che nel periodo etrusco si insediarono nel territorio di Soriano. Oltre 30 piccoli centri si possono contare se ci riferiamo invece al periodo romano. Ma, come mai una zona accidentata e boscosa come questa fu popolata da un cosi grande numero di villaggi? Varie le ipotesi formulate dagli esperti. La prima riguarda la collocazione geografica assai vicina ai centri di Ferentium e Meonia e non molto distante dai centri di Bisentiurn, Falerii, Horta, Surrena e Vulsini. Un’altra, formulata da padre Germano Passionista nel secolo scorso, e collegata al passaggio nel territorio sorianese della strada Ferentana (congiungeva Ferentium con Falerii).

Ulteriori ipotesi fanno risalire la presenza di insediamenti all’abbondanza di difese naturali e alla possibilità di poter facilmente avvistare eventuali assalitori o, addirittura, alla presenza nel territorio di un tempio dedicato a Giove Cimino. Ancora più cospicua la presenza di nuclei abitati nel Medioevo. Si tratta di piccoli castelli circondati perlopiù da un modesto numero di case o da piccoli borghi rurali. Importante fu poi la presenza tra l’VIII e il XIII secolo di insediamenti monastici, soprattutto Benedettini, attorno ai quali si svilupparono interi villaggi di artigiani e contadini. I primi documenti che parlano di Soriano risalgono all’ VIII secolo. Quello più antico è il “Chronicon” all’interno del quale sono nominati un “Fundus Seriani” e un “Fundus Corbiani” che nel 747 furono donati da Carlomanno al monastero benedettino di S. Andrea in Flumine. Vi è poi il “Decreto” del re longobardo Desiderio del 773. Come riportato da una lettera di Leone IV (papa dall’847 all’835) e da una bolla di Innocenzo III (1198-1216) nei secoli successivi una parte delle chiese e dei fondi sorianesi, l’altra restò di proprietà dei Benedettini, entrò a far parte della Diocesi di Tuscania.

Nel 1278 ha inizio la Signoria degli Orsini con la cacciata da Soriano degli eretici Guastapane. Occupato il fondo da Orso Orsini, che ultimò la costruzione della Rocca, Soriano fu scelta da suo zio papa Nicolò III come residenza estiva. La presenza degli Orsini duro fino al 1366 quando, con la mediazione del cardinale Egidio Albornoz, Paolo Orsini vendette il castello, ormai considerato una vera e propria fortezza, alla Santa Sede. La vicenda provocò la protesta dei Benedettini che rivendicavano a se la proprietà del castello. La disputa venne risolta nel 1373 con la bolla papale di Gregorio XI che stabiliva un indennizzo in favore dei monaci. Tornata sotto la santa Sede la Rocca vide la presenza dei mercenari Bretoni chiamati in Italia dal cardinale Roberto di Ginevra per sedare le ribellioni di alcune popolazioni. Essendo stato quest’ultimo eletto antipapa con il nome di Clemente VII, i Bretoni abbandonarono la Santa Sede schierandosi con lui e con i successivi antipapa di Avignone. Soltanto nel 1420, con il Pontificato di Martino V, i Bretoni lasciarono la Rocca che venne data in Signoria a Giordano Colonna, fratello del pontefice. Fino al 1441, anno in cui torno alla dirette dipendenze della Chiesa di Roma, Soriano fu interessata dalle dispute per il suo possesso tra i vari Capitani di Ventura tra cui Francesco Sforza e Nicolò Fortebraccio.

A partire da questa data il centro godette di un relativo periodo di tranquillità. Grazie all’intervento di papa Nicolò V Parentuccelli (1447-1455) furono infatti avviate importanti opere di restauro della Rocca, fu costruita una pubblica fontana all’interno del paese e fu consentito al Comune di dotarsi di uno statuto. Durante il pontificato di Innocenzo VIII (1482-1492), Soriano fu dato in vicariato perpetuo al cardinale Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI, il quale, salito al soglio pontificio, concesse la Rocca al cardinale Giovanni Battista Orsini. Nel 1497, essendo gli Orsini passati al servizio del Re di Francia Carlo VIII contro il volere della Santa Sede, Soriano fu teatro di una importante battaglia campale che vide le truppe pontificie sconfitte da quelle degli Orsini. Questi ultimi furono pero sconfitti da Cesare Borgia, il Valentino, nel 1503 e costretti ad abbandonare Soriano. Di seguito la Rocca venne affidata da Giulio II Della Rovere, che succedette ad Alessandro VI, ai propri nipoti i quali, nel 1588, la vendettero a Giovanni Caraffa, nipote del pontefice Paolo IV. Dopo varie vicende, e proprietari, la Rocca venne acquistata dagli Altemps che per 136 anni (fino al 1715) rimasero Signori del feudo. A quest’ultima data risale infatti la vendita della Rocca, e degli annessi diritti feudali, agli Albani i quali provvidero ad ultimare la costruzione del Palazzo di Papacqua ed al restauro di numerosi monumenti. Durante la prima metà del XIX secolo il feudo di Soriano fu assegnato ad Agostino Chigi, discendente degli Albani. Nel 1848 i Chigi, pur rimanendo proprietari del Palazzo di Papacqua, rinunciarono ai loro diritti feudali in favore della Santa Sede. Dopo la breve parentesi della Repubblica Romana di Mazzini (1849) e il susseguirsi di isolati tentativi insurrezionali, il 12 settembre del 1870 Soriano fu conquistata dalle truppe italiane durante la loro marcia di avvicinamento a Roma.

ProLoco

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…aggiunta di qualche altro particolare

Si sviluppò durante il Medioevo intorno a un castello appartenuto ai Guastapane e ai Pandolfi, che avevano ricevuto questa zona in feudo dai monaci benedettini; tuttavia, resti di insediamenti umani risalenti alla preistoria e al periodo etrusco-romano attestano l’estrema antichità del primo popolamento. Passata alla Chiesa, conobbe un periodo di splendore sotto il pontificato di papa Niccolò III Orsini; i signori che in seguito la governarono si ribellarono spesso ai papi, coinvolgendola in sanguinose lotte: nel 1435 il cardinale Giovanni Vitelleschi fece addirittura decapitare sul sagrato del duomo il tirannico signore Giacomo Di Vico. Nel 1489 fu teatro dell’uccisione a tradimento del castellano Didaco di Carvajal da parte del signore della vicina Vignanello, Pietro Paolo Nardini, che intendeva impadronirsi del feudo; tuttavia, la comunità riuscì a respingere le truppe nemiche presso il Fosso del Buon Incontro e uccise il Nardini gettandolo da una torre. Avendo dimostrato in questo modo la sua fedeltà alla Santa Sede, venne premiata da papa Innocenzo VIII con l’assegnazione dei proventi destinati alla Camera Apostolica e con l’autorizzazione ad aggiungere nello stemma comunale la parola FIDELITAS. Passata agli Orsini nel 1492, appartenne successivamente ai Della Rovere, ai Carafa, ai Madruzzo, agli Altemps, agli Albani (1715) e ai Chigi, tornando alla Chiesa nel 1848. Formalmente il toponimo è una formazione prediale da un personale latino SURIUS, cui è stato aggiunto il suffisso aggettivale -ANUS. Attraverso una porta ad arco si accede al medievale centro storico, raggruppato intorno al massiccio castello fatto edificare su un preesistente maniero da papa Niccolò III Orsini, che qui morì nel 1280; il ricco patrimonio storico-architettonico annovera, tra l’altro, il palazzo Albani-Chigi, fatto costruire nel Cinquecento dai Madruzzo e rimaneggiato nel Settecento dagli Albani, la fontana Papacqua, opera del Vignola, la collegiata di San Nicola, eretta nel XVIII secolo, e la chiesa di Sant’Eutizio, edificata su una preesistente cappella di cui conserva il campanile.

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La Sagra delle Castagne

Si svolge sempre il primo e secondo week-end di ottobre ed è considerata, non a torto, una delle più belle e suggestive manifestazioni storico-rievocative d’Italia.
La festa, che rende omaggio al frutto dei Monti Cimini, ha lontanissime origini che vanno ricercate in una festa istituita dal Consiglio della Comunità alla fine del XV secolo per ricordare alcuni tragici fatti avvenuti a Soriano il 7 novembre del 1489 (tentativo di conquista del Castello di Soriano da parte del signore di Vignanello Pier Paolo Nardini e sanguinosa battaglia del Fosso del Buon Incontro, dove i sorianesi sconfissero gli invasori).
Per dieci giorni, la Sagra delle Castagne farà immergere Soriano nel Cimino nell’atmosfera di quei tempi. La cittadina viene divisa in quattro contrade (Papacqua, Rocca, Trinità, San Giorgio) che si contendono premi ed onori confrontandosi negli addobbi delle vie, nell’allestimento delle rievocazioni storiche e soprattutto nella sfida per la conquista dell’ambito Palio che vede impegnati gli Armigeri nell’abile Prova degli Arcieri e i Cavalieri nella spettacolare Giostra degli Anelli.
Momenti di particolare spettacolarità vengono vissuti durante l’esibizione del Gruppo Storico degli Spadaccini della Contrada Rocca e degli sbandieratori della Contrada Trinità. Suggestive sono le rievocazioni storiche: la Battaglia del Fosso del Buonincontro, l’investitura e le sfide dei Cavalieri medievali, l’inquisizione e la condanna al rogo della strega Giovanna Dabaldi, l’uccisione del Drago da parte del prode San Giorgio, le segrete e la sala delle torture del Castello Orsini, le ricostruzioni di vita medievale rappresentate nei singoli rioni. Grandioso infine il Corteo Storico “Soriano e i suoi Rioni”, che vede sfilare nella piazza centrale e per le strade dell’antica cittadina più di 500 figuranti in ricchi costumi medievali e rinascimentali, abiti artisticamente realizzati in ogni minimo dettaglio da abili e sapienti sarte che traggono spunto, per le loro “opere”, da affreschi e stampe dell’epoca. Chiude la manifestazione il tradizionale e gigantesco Riccio di Castagne, simbolo della festa.

Maggiori dettagli e informazioni le trovate nel sito ufficiale
www.sagradellecastagne.com

Catalogna: comunità autogestite e autosufficienti

“Almeno 1200 catalani si autogestiscono con moneta, educazione e sanità propria”

Di Nuria Bonet Icart

http://www.20minutos.es

Hanno una moneta propria. Hanno un sistema sanitario, una rete educativa e delle officine autogestite. Sono una cooperativa auto-gestita e auto-organizzata, in cui gruppi di persone vivono al di fuori del sistema, prendendo decisioni nelle assemble, basando l’organizzazione sulla fiducia. In Catalogna, ci sono già 1.200 cittadini che hanno scelto questo modo di vita e l’attuazione di queste comunità si sta diffondendo. La crisi e il movimento degli Indignados, ha dato loro la giusta spinta.

Ne la calle Sardenya di Barcellona, vicino alla Sagrada Familia, tre anni fa si era stabilita la Cooperativa Integral Catalana (CIC), nel centro Aurea Social. In un edificio di tre piani, con una tettoia e con un nuovo giardino urbano, si sono coordinati e si sono svolti varie attività come doposcuola, centri sanitari e alloggi, oltre a laboratori e corsi per tutte le età.

-Apre il primo CAPS

Il CAPS, per i membri della cooperativa, non è un ambulatorio ma un Centro de Autogestiòn Primaria de Salud. Vi si possono trovare persone “facilitadores de salud” che accompagnano i pazienti nel cercare soluzioni ai problemi di salute con la medicina generale. Non vi è gerarchia e e se vi sono problemi come fratture agli arti e cose del genere, “andiamo al pronto soccorso”, spiega Xavier Borrás, uno dei primi soci della Cooperativa.

In una delle camere spaziose e moderne del palazzo, si trova un asilo nido per i bambini di età compresa tra gli zero e i tre anni. I genitori si sono organizzati nel prendersi cura ed educare i figli. Oltre ai 30 € per registrarsi nella cooperativa (somma che viene ritornata qualora il partner lasciasse la cooperativa), non si dovranno pagare altri soldi. Si può pagare con le ore di lavoro o con l’ “ecos”, una moneta propria.

Si tratta di una “moneta libera”, che non è stampata e che serve per qualsiasi commercio che si vuole fare all’interno della rete o anche a coloro che forniscono servizi esterni alla rete, come per esempio da un’oculista o dagli agricoltori. Il CIC utilizza il sistema comunitario di scambio (Community Exchange System, CES), un software online per la gestione della moneta.
L’ “ecos” è la “moneta libera”, adottata dalla Cooperativa, dall’Ecoxarxes, Núcleos de Autogestión Local e Proyectos Autónomos de Iniciativa Colectivizada. Essa serve per acquistare prodotti 100% ecologici, oltre a pagare il dentista, parte del canone di locazione sociale o l’asilo per i bambini. Ogni eco è equivalente ad un euro circa. Un membro attivo della Cooperativa spiega che si può vivere con circa 150 ecos-base al mese. Col termine “base” si definiscono i prodotti che si vogliono condividere quel mese. Con questo contributo, si paga il cibo e si da un contributo volontario al sistema sanitario pubblico autogestito.
Tra queste caratteristiche, vi è anche un ufficio per la casa, dove si consigliano le azioni da usare a coloro che rischiano lo sfratto. Essi vengono informati delle lacune esistenti nel sistema in modo da trarne beneficio. Si sta incoraggiando l’affitto sociale e le “masoveries urbanes”, una formula che viene a recuperare la figura catalana del “Masover”, una persona o una famiglia che vive e gestisce una casa di campagna che è di proprietà di un altro.

-In conclusione

Non cerchiamo di andare contro il sistema, ma di andare fuori dal sistema“, spiega Borras. Dopo anni di proteste, “ora è il momento di agire”, continua a chiarire questo storico membro del CIC, che era nato con un centinaio di membri e che è aumentato di 12 volte. L’organizzazione ha ricevuto impulso dall’attivista Enric Duran, il Robin Hood delle banche.
Questo sistema è in espansione in tutta la Catalogna e nella penisola, oltre che in Italia e in Francia.

Fonte:http://www.20minutos.es/noticia/1774218/0/1200-catalanes/se-autogestionan-con/moneda-educacion-sanidad-propia/

Traduzione di NexusCo

http://ienaridensnexus.blogspot.it/2013/04/almeno-1200-catalani-si-autogestiscono.html

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/04/almeno-1200-catalani-si-autogestiscono.html

Decrescita felice o felicità in decrescita? L’EcoTUr Caesar invera i Borghi di Xenobia

L’EcoTUr Caesar è il valore minimale di un Borgo “Eucaristico” di Xenobia; risponde ai pre-requisiti parametrati rispetto ad uno”standard esponenziale” indicato dalla Confraternita Arca della Bellezza e fondato sulla gratuità o dono di sè. D’altro canto l’EcoTUr Caesar

non si “invera” fino a che non sia stata costruita unaCAERP (Cappelletta di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo) e non sia stato sottoscritto l’Atto Costitutivo della Comunità da un Capomastro regolarmente eletto da una comunità di almeno 50 persone; di fatto il Capomastro diventerà il Sindaco Amministratore e Costruttore di riferimento delle Rettorie dell’Arca della Bellezza e potrà organizzarsi con Collaboratori scelti a sua discrezione che verranno agganciati agli Uffici di competenza su scala Locale, Provinciale e Centrale (Centro di Sperimentazione Permamente) a cui si riferiscono le 7 Rettorie dell’Arca della Bellezza, ossia Aree di Competenza per lo Sviluppo, la Crescita e la Didattica. L’EcoTUr Caesar è di fatto un valore agganciato alla produzione di Canapa (e ai suoi multiusi) e di tipo comunitario, non nominale, non monetizzabile, non ripartibile, non elargibile, non ipotecabile, ma CERTIFICATO dagli Istituti preposti dall’Arca della Bellezza, che dà titolo di RICONOSCIMENTO UFFICIALE a far partea tutti gli effetti della RETE di SISTEMA della Resilienza Cattolica e dà titolo di Grande Elettore. Di contro, chiunque non appartenga a tutti gli effetti alla grande famiglia della Resilienza Cattolica, puòacquisire titoli in forma di Bonus a Scadenza(depositando a tutti gli effetti una contropartita nelle Casse del Borgo, similabili ai Monti dei Pegni, ricevendo in cambio Note di Banco. Questi “pegni” possono essere accettati nei “tipi” che il CapoMastro riterrà più opportuni anche sotto forma di beni materiali e di utilità, edili, commestibili, energetici, proprietà) per l’acquisto di servizi, prodotti, fruizione o anche per donazioni ai quali Bonus farà riscontro, a norma di Legge (quella vigente nello Stato in cui insiste il Borgo), apposito ricevuta e relativa TASSA, se richiesta. Il CapoMastro provvederà a tenere la contabilità da presentare alla Comunità in tempo reale attraverso esposizione pubblica del Tesoro. In questo senso, pur mantenendo i pre-requisiti di base, il Borgo può diventare, ai fini della propria sopravvivenza anche un PRESTATORE D’OPERA nel senso del TURISMO e della QUALITA’ TOTALE, senza per questo sottrarre tempo alle attività di Missione (compreso le preghiere e l’osservanza dei precetti) e i doveri Familiari, regolamentate da Statuto e che consistono in 2/3 della Vita da Resiliente. Ladimensione del Borgo e la variabilità dei parametri “dimensionali” dà diritto a più titoli di Grande Elettore, ma non costituisce di fatto una Rendita (salvo i benefici che ne può trarre direttamente dalle proprie attività VENDUTE o LOCATE a terzi (che “terzi” devono essere anche come quota parte del prodotto interno lordo, fatta la tara di ciò che spetta ai “Resilienti” stanziali e ai “Poveri, Pellegrini e Bisognosi” cui l’Arca della Bellezza provvede con Opere di Carità). Di fatto “la comunità di quel Borgo” proprio per essere particolarmente florida diventa più disponibile nei confronti delle comunità più bisognose sia a causa proprio della sua eccedenza di crediti e meriti, ma anche a causa, probabilmente, dei suoi talenti e delle sue maestrante particolamente competenti; e che verranno per questo inviate dove c’è da avviare una “scuola di formazioneper il trasferimento delle conoscenze e dei segreti del mestiere, costituendo di fatto delle GILDE autoreferenziate dell’Arca. L’EcoTUr Caesar, dunque, indica a tutti gli effetti un coefficiente di QUALITA’ di una comunità Resiliente che vive in forma residenziale in un Borgo (sia essoagricolo, produttivo, di pescatori, di trasformazione seriale, location per film, industriale, turistico) che si invera rispetto al suo quoziente vitale di “bellezza, beni comuni, buon governo, efficacia, efficienza, identità, attrazione, maestranze, competenze, gilde, centri ospitalità, ricezione, orti, logistica, produttività, benessere, film location, magazzinaggio, resilienti, rivendite dirette e suburbane, gioventù, attività ludiche, areopaghi, condotte, campi scuola e lab’oratori, xenodochium, areopaghi, serre e semenzai, assistenza agli anziani e sussidiarietà, eccedenze di produzione, marketing e natalità” che per noi indicano i parametri della Qualità Totale di una Vera Comunità Cristiana Resiliente.

L’EcoTUr Caesar per questi valori virtuosi si “invera” da subito dal momento della fondazione (attraverso la somma investita in termini di terre, cespiti, risorse, talenti, persone, operai della vigna, famiglie, macchinari, apparecchiature, materiali, sementi, beni immobili che restano di proprietà dei singoli, ecc.), costituendo la sommatoria dei valori in EcoTUr Caesar, che forma la credenziale o Reddito di Resilienza “itinerante e disarticolato” di ogni Resiliente, (che avrà diritto a possedere una copia legale del Certificato di Credito, a scadenza annuale, dove verranno comunque annotati eventuali “meriti” o “condanne” riconoscibili ovunque si vada); che pur non essendo un “avente titolo” resta sempre un “avente diritto” a tutti gli effetti in egual misura di tutti gli altri, in quanto parte attiva e persona appartenente ad una Comunità Resiliente. Tale “credenziale” che costituisce di fatto il “PATRIMONIO COMUNE INALIENABILE ED INCONTROVERTIBILE” gli consente di itinerare da un Borgo all’altro, frequentare e gestire Negotii EcoTUr GLocal Service, partecipare alle filiere, ai consorzi, alle cooperative di lavoro, servizi e assistenza, e a tutte le attività proprie del Progetto di Rete, senza dover pagare mai nulla laddove vi siano dei consumi, quindi nè per mangiare, nè per vivere, nè per curarsi, nè per vestire, nè per alloggiare, nè per i trasporti, nè per l’energia, nè per l’istruzione, nè per viaggiare; potendosi appoggiare in qualunque posto siano esposti i nostri marchi e vi siano nostre comunità di Cattolici Resilienti. Ciò vale, ovviamente sia in regime di costituzione che durante la messa a regime delle “comunità” Borghi Eucaristici di Xenobia.

L’EcoTUr Caesar, dunque. è un “valore certificato a scadenza“, proprio per evitare il fenomeno dell’accumulo (se “va a male, scade”, perchè tenerlo?) e il ritiro dal mercato (che comporterebbe un ulteriore costo e aggreavio per tutti.

Gli Arcieri, pur non essendo necessariamente stanziali, godono degli stessi diritti. Tutti hanno l’obbligo del rispetto della stessa medesima Regola Aurea dei Tre Bauli o Arche: MISSIONE, COMUNITA’, FAMIGLIA. Sebbene possano essere vissuti anche tutti e Tre i Tempi con altre persone, nei casi di Missione vi è l’obbligo dello spostamento della intera famiglia in altri luoghi o della comunità o da Fondare. Ecco perchè non poniamo limiti alla Provvidenza e alle Grazie Celesti per i TRASFERIMENTI DI RICCHEZZA in qualunque forma essi si “inverano”.

L’EcoTUr Caesar, infatti è un cambio di “abito” (inteso anche “abitudini”) ma anche di casacca, bandiera, padrone (“Non puoi servire a due Padroni: Dio e Mammona“) ma non ha nessun valore tangibile se non in funzione dell’essere parte di un sistema integrato. L’EcoTUr Caesar, infatti, prima ancora che una vocazione è un atto di CONVERSIONE nella Resilienza Cattolica a sostenere progetti comuni. E’ un valore collettivo, come può essere una riserva aurea, che dà l’effettiva garanzia che il valore circolante ha una copertura di “valore” solido. E, l’addove per l’EcoTUr Caesar si intende per “valore” solido le proprietà comuni e private, le produzioni, i beni comuni, la bellezza dei luoghi, l’indice di giovinezza, natalità e riciclo naturale della vita, di contro, al posto della Valuta, Denaro, Assegni, Buoni, ecc. subentra il fattore “psicologico” della gratuità e della sussidiarietà che compensa di gran lunga il “senso del possesso” che ne limita di gran lunga il “potere d’acquisto” l’addove è tutto a disposizione. Questo diventa presto il risultato “tangibile” di chi ha aperto gli occhi su questa società “perversa”, “demente”, “tiepida”, “peccatrice”, e che si è portato sulla visione del Regno, lo stesso che Gesù ci è venuto a portare e testimoniato nei Santi Vangeli, e che impara a delegare e “affidarsi”


Per quanto ci compete sapere, la moneta di Cesare aiuta e pensa al suo popolo come anche ai nascituri considerati una ricchezza irrinunciabile e “non negoziabile” per il genere umano; la continuità della sua specie e ancor di più amati senza limite da Dio ai quali affida come ad ognuno di noi un’anima unica, irripetibile, insostituibile; la moneta di Erode, al contrario, quella fraudolenta dei guerrafondai, per intenderci, non aiuta e non pensa al suo popolo; anzi, uccide i nascituri (degli altri) con un piano diabolico per l’eccellenza imponendo nelle “incossenzienti madri” lo stesso mantra che fa pensare che l’unica forma di sostentamento sia affidarsi alla accettazione incondizionata del Soldo dell’Anticristo e dell’ASSASSINO ANTICO, DIVORATORE DI ANIME E LADRO DI TEMPI. (Commercio e mercimonio unico con in MARCHIO della Bestia senza il quale non si può nè vendere e nè comprare; schiavitù e sottomissione senza condizione; mercenarismo come inutili e stolti SOLDATI apostàti dell’Unico Signore; la MINACCIA a subordinarsi al silenzio e alla menzogna attraverso un linguaggio subdolo e “politicamente corretto e ACCETTATO” che ipocritamente -consapevolmente o no- sostiene la cultura della morte e lo sterminazionismo; la RINUNCIA ALLA PROPRIA SOVRANITA’ in ogni campo a vantaggio delle matrici di peccato e di controllo o monopolio alimentare, energetico, politico, sanitario, monetario, religioso; il tutto riportato ad un programma luciferino transumanista e iperdemocratico).
Nel Depliant dei Borghi di Xenobia, IL valore di forza, oltre alle CAERP (Cappelletta di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo) per l’elevazione spirituale e la sintonizzazione con la Trinità e Maria Santissima, è quello delReddito da Natalità, che contribuisce ad accrescere e “motivare” in ogni persona degna e realmente cattolica, un sano “trasferimento di ricchezza” inverando l’EcoTUr Caesar. Questa è la nostra identità primaria.

Infatti, verrebbe naturale pensare che ogni cattolico dovrebbe per primo attivarsi a sostenere nelle forme che gli sono più proprie i Borghi “Eucaristici” di Xenobia, anche trasferendo i propri depositi e risparmi come se i Borghi fossero di fatto un Istituto o Cassa di Deposito e Credito, ricevendone in Cambio, come Interessi, la partecipazione diretta alla vita dei Borghi (fino, forse, a diventare un vero e proprio Resiliente); in questa maniera, senza rendersene sufficientemente conto, contribuisce a sopperire nella maniera che invece gli è più propria al “vuoto giuridico” che lascia alle donne il “DRAMMA” antropologico di decidere sulle sorti future del genere umano, affidandole al proprio carnefice che è ERODE e di cui siamo in qualche modo tutti complici silenti.
Ecco perchè l’azione degli Arcieri non è solo DEGNA per il fatto di stabilire nuove Comunità Umane presso i Borghi, nel massimo della escosostenibilità, ma merita di essere divulgata e portata avanti come “conditione sine qua non“ aiutare la vita dal concepimento alla assistenza degna di fine vita.
Ora ciò è detto a titolo esemplificativo, pur essendo quella dei Borghi e della Resilienza Cattolica una proposta di progetto, potremmo insieme intenderlo come un modello sociale cristiano per gli ultimi tempi, in assenza di un protocollo che ne definisca le modalità anche laddove regna il silenzio e la desolazione.

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Facciamo un esempio di ordine pratico. Oggi tu hai una casa di proprietà che vale 250mila euro. A Fatima c’è un Borgo di 50 case per 250 persone 30 famiglie + pellegrini, amici, Arcieri, consacrati, ecc.. Una opera che è costata immagina pure 1milione di euro. Se fra quei soldi ci fossero stati i tuoi 250mila euro tu avresti avuto -ragionando con la mentalità di questo mondo che è “affaristica” e “interessata”- 1/4 di tutto quel Borgo. Ossia 17case occupate da te o affidate a 60 persone che potrebbero produrti tutto quello che ti occorre per vivere bene e persino gestirti la proprietà. Un affare, non trovi? Diventeresti all’improvviso un proprietario terriero con una produzione agroalimentare, artigianale e magari anche con una ostelleria o hotelleria, con ristorante e rivendite di ogni genere. Ed in uno spazio in mezzo alla natura e persino in un luogo a forte impatto turistico come è Fatima. Potresti affittare stanze e soggiornarvi ogni volta che vuoi. Pensa se poi la metti in una rete strutturata tipo RCI con altri multiproprietari di Borghi e quindi puoi anche farti le vacanze in ogni posto che vuoi scambiando le settimane con altri “soci”. E pensare pure, a questo punto, di pensionarti o lasciar stare con le mille attività con cui sei affaccendato e che non ti produce un reddito come vorresti e nemmeno garanzie come avresti immaginato un tempo. Ecco l’occasione!

Ma questa è la mentalità del mondo. Ciononostante anche potendoti convincere del buon affare insistendo su questo piano, io vi dico, invece, che l’affare maggiore non è questo. Ce ne è uno ben maggiore: poterti liberare da ogni legame con Mammona, che ti toglie il tempo di essere libero per te stesso, per i tuoi cari, per il prossimo; poterti liberare da ogni paura di non riuscire ad essere te stesso, di dipendere da chi ti controlla e domina; poterti liberare dalle dipendenze, dalle malattie, dalle contaminazioni, dalla corruzione, dalla lotta fratricida, dalla concussione, dal marcio, da ogni genere di matrice; poterti liberare dal sospetto che a tavola non mangi più alimenti sani e genuini e nemmeno ti puoi permettere più il lusso di goderti una bella mozzarella di bufala, verdure, un buon salame, patate saporite, un buon ciambellone, pane fragrante e pizza a volontà; poterti liberare dal timore che i tuoi figli non crescano felici come sei cresciuto tu che correvi per i campi, ti portavi la palla a casa dopo aver vinto con i tuoi amici una sfida, costruire capanne nei boschi, e tuffarti nei ruscelli di montagna, raccogliere more, fragoline, lamponi, ciliegie; poterti liberare dall’ossessione di non vivere in un regime di “sovranità” alienata dove è il possesso del denaro e l’obligatorietà della sua circolazione a crearti vincoli esistenziali e inquinamento sotto l’unica legge del consumo.

I nostri prodotti a Km 0. La valuta “in natura” o a credito

I Prodotti EcoTUr dell’Arca della Bellezza –Pane, Manufatti Caseari, Norcineria, Frutta & Verdura, Conserve, le migliori Produzioni Locali e Tipiche dell’Artigianato, delle Arti e dei Mestieri, Ricette Eno-Gastronimiche Tipiche con la relativa Dieta degli Arcieri e stoccaggi, Miele, Itinerari-Visite Guidate di mille Sapori e Saperi, fra Bellezze incontaminate, Arte e Identità Culturali, fra Genio Loci e Scoperte Antiche della Scienza e della Tecnica– sono dati gratuitamente agli Arcieri e dietro versamento di ‘valuta’ EcoTUr Caesar ai sostenitori. Questa ‘valuta’ è quantificata in Tempo, secondo gli sforzi reali compiuti per essere Cattolico Resiliente.

2015: NASCE MEDIOEVOCA. Dalla associazione romana Programma Giovane alla comunità interattiva dei Borghi di Xenobia

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MedioEvo-Capitulare – per un Programma Giovane. Il Progetto per un Inventario e per una Proposta Innovativa ed EcoSostenibile. Nasce ed è pensata come Associazione Culturale e Tecnico-Economica di Interesse Collettivo, ma per il suo DNA si sviluppa come Sindacato per la Tutela del Territorio e delle sue Vocatio Loci. E’ aperta a tutti.

Era il 1994 quando a Roma nasceva una Associazione fra giovani professionisti neolaureati e non solo. Tra i loro primi obiettivi centrati si annoverano il Corcorso Nazionale di Idee per la progettazione del Lungomare di Fregene… e non solo (1995) e la rivista Proy pubblicata dalla società editrice Progetto Qualità – Strumenti di Interazione. Ma si potrebbero raccontare anche altre esperienze nel campo dell’archeologia, delle idee, dell’innovazione, oltre ai convegni che hanno richiamato l’attenzione della stampa nazionale e delle Istituzioni. Al centro della proposta si può ben collocare la nuova figura del City Cultural Manager che anticipa quello che poi sarà il progetto dei Borghi di Xenobia. Portatore di quella esperienza in questa nuova affascinante avventura è lo stesso fondatore ed ideatore: Marco Turi Daniele, architetto e antropologo culturale, Arciere di Nostra Signora della Tenda (l’augusto Tabernacolo). Protagonista mai doma, regista e madrina del progetto MedioEvoca è Giovanna Tamajo, che negli ultimi anni ha maturato una solida esperienza nel rapporto con i bambini e con i giovani nel campo della crescita personale, civile e sociale; percependo dunque la sensibilità delle nuove generazioni nel non riuscire a percepire il senso della conoscenza della storia del genere umano (mancando gli elementi per appassionarvici e suscitare il proprio interesse); ma nemmeno nel non poter prendere gli spunti nella quotidianità per riconoscere le loro abilità e potersi così proiettare nel futuro con coraggio e determinazione. A queste conclusioni Giovanna vi giunge anche attraverso la stretta collaborazione con l’Associazione Culturale Alabarda, che le ha offerto la possibilità di confrontarsi nel ruolo di operatrice culturale, anche nel mestiere di mercante-artigiano-educatrice che le ha favorito uno scambio relazionale continuo e proficuo con le nuove generazioni e con le loro stesse famiglie.

Ma c’è di più. Marco Turi Daniele porta nel Progetto la visione “apocalittica” maturata negli ultimi decenni, su quale siano le misure da adottare per ricondurci tutti in una visione di “nuova Arca” nel caso di un repentino crollo dell’economia, delle istituzioni, dei riferimenti temporali così come siamo abituati da sempre a concepirli e immaginarli.

Da questo sodalizio nasce MedioEvo-Capitulare. L’intento è inequivocabile: essere un punto di riferimento per quei giovani che vogliano affacciarsi nel mondo del lavoro attraverso una scelta culturale ed una passione per il bello, per il bene comune, per la giustizia e per la tradizione. Ecco perchè in assenza di politiche giovanili adeguate e convincenti, questa Associazione Culturale si pone nel panorama educativo, ricreativo e formativo come un punto di riferimento saldo, qualificato e innovativo e come fucina per un “ritorno al futuro”. MedioEvoca è proposta in ambito Locale ma anche Transfrontaliero fornendo elementi collaudati, format, strumenti operativi e commerciali per l’apprendimento ed il trasferimento di conoscenze storiche ad alta replicabilità e riproducibilità; avvalendosi non solo dello studio metodologico e della ricerca continua e sperimentale nei vari campi del sapere ma anche di una mirata e curata selezione di modelli economico-scientifici, ecosostenibili, tecnologici mai visti “insieme” precedentemente. Spunti che portano gli Arcieri o Magister -formati all’interno della Associazione- a compiere “percorsi responsabili” in Mercati tematici, Eventi culturali e didattici e nelle stesse Scuole. Un programma giovane con stampo etico e diaconale per la “decrescita felice” che vede la promozione di Borghi Medievali Agricoli e di Artigiani detti anche filiera dell’Arca della Bellezza per la Parusia, e, che rappresentano il nervo apicale del progetto; idee che si incardinano pienamente nell’ambito del programma plurisecolare del ‘poco noto’ Capitulare de Villis et Curtis Imperi di Carlo Magno elaborato dal benedettino Alcuino da York, e che suddetta organizzazione promuove nelle forme che ritiene maggiormente adeguate in ogni ambito della collettività e della coscienza civile, amministrativa, militare, religiosa, anche come partenariato, sussidio, supporto logistico e ricreativo. MedioEvoca è lo strumento attraverso il quale i giovani, i liberi professionisti, le famiglie possono accedere ad un panel di iniziative atte a favorire una nuova forma di integrazione sociale nella realizzazione di Borghi di Xenobia, altamente autosostenibili sia dal punto di vista alimentare che produttivo, agricolo, energetico, sartoriale, sanitario.

MedioEvo-Capitulare: L’UNIVERSITA’ DEI SAPERI. Nasce così il progetto di impiantare a Soriano nel Cimino, nel centro Italia, tra Roma e Viterbo un ideale laboratorio di studio da cui dispiegare una serie di attività che potrebbero investire il Paese con nuove opportunità di lavoro e comprendere nel suo immaginario progetto Istituzioni, Enti Locali, Strutture e Dimore Storiche, Aree Agricole e Archeologiche, cooperative, associazioni e corporazioni di Artigiani, Agricoltori, Liberi Professionisti, Commercianti, e non solo. Tale denominazione vuole intenzionalmente idealizzare un luogo fisico dove impostare un progetto sperimentale di proposta di innovazione con un suo Dipartimento Universitario Virtuale e Concettuale per l’Alta Scuola di Specializzazione in Ecosostenibilità del Territorio e lo Sviluppo di Sistemi Turistici GLocali; intenzionato a valorizzare e riqualificare le VOCATIO LOCI principalmente in chiave Medioevale e Sostenibile. Soriano MedioEvoca, nella sua forma irrituale, si investe del ruolo SINDACALE E DI ENTE CERTIFICATORE per la valutazione, ideazione, promozione e organizzazione di: Mercatini Tematici Locali e Itineranti; Scuole di Apprendistato; Filiere corte di Arti e Mestieri; Convegni e Seminari sul Medioevo; Fiera Permanente del Medioevo; Filiera di Alimenti Tipici; Filiera di Prodotti Tipici Agricoli e Artigianali; Prototipi di Borghi di Xenobia; Laboratori di Ricerca e Innovazione; Sistemi per la Produzione di Energia Libera e Sviluppo di Sistemi Turistici Locali.

L’Associazione Virtuale ed Itinerante MedioEvo-Capitulare si divide in due principali sezioni: MedioEvoca Device e MedioEvoca in Concert.

Integrano e costituiscono parti fondanti le due sezioni operative:

  1. MedioEvoca in Device. Website e le sue Banche Dati, App,  Abstract, Website, Radio, Magazine, Prenotazioni Eventi, Info, Notiziario, Calendario Appuntamenti, Foto e Immagini da Collezione, Chat, Ospitalità Viaggio e Tempo Libero;
  2. MedioEvoca in Concert. Idee, Enti Locali, Sostenitori, Sponsors, Associazioni Culturali e Professionali, Media, Ordini Professionali, Aziende, Partners, Banchi Artigianali di Ingegno e Rievocativi di Arti e Mestieri, Studi Professionali, ecc..

Le due sezioni ovviamente si compenetrano continuamente al punto che non faremo nemmeno alcuna distinzione nel coniugarle. La prima, infatti, elabora e diffonde gratuitamente sul sito medioevoca.it tutte le informazioni in suo possesso, con lo scopo di avvicinare i giovani e chi ha una adeguata predisposizione a ragionare e vivere in forma giovanile ed entusiastica (lasciandosi continuamente “meravigliare”) ad un progetto innovativo di RITORNO AL FUTURO, lasciandosi coinvolgere e partecipando direttamente alla costruzione di una precisa piattaforma sociale ecosostenibile. La seconda organizza –partendo da una collaborazione stabile con le entità di riferimento a Soriano nel Cimino- eventi e contatti diretti con gli Enti Locali e le comunità che insistono sul territorio nazionale che desiderano abbracciare o richiedere i nostri servizi e prestazioni d’opera o far parte di un “unico sistema organizzativo e operativo”. Fanno parte quindi del programma di lavoro di MEDIOEVOCA IN CONCERT e della sua “Cabina di regia” le seguenti Aree Progettuali e Tematiche con i corrispondenti Gruppi di Lavoro e di Studio:

  • MedioEvoca per Xenobia. Partecipazione in forma itinerante come mercanti in fiera di arti e mestieri. L’obiettivo è offrire un ventaglio di nuove possibilità di intraprendere per i giovani e promuovere: Iniziative, Attività, Produzioni, Scopi, Realizzazioni e Progetti in essere nelle filiere dei Borghi di Xenobia;
  • MedioEvoca Educational. Lab’Oratori GEAS (del Gruppo d’Eccellenza – “Admirabilem Scholam”); Laboratori MedioEvoca per bambini e bambine; Ateliers per la Ricostruzione di Abiti e Armi; Cenacolo dei Sapori; Escursioni nel Mondo Antico; Scene di Vita Quotidiana; Il Baule dei Saperi; Il Gioco e lo Sport nel MedioEvo; Lezioni di Antropologia Culturale;
  • MedioEvoca Modelling. Oggettistica ornamentale per: Addobbi Natalizi e per Presepi; Regali Originali; Fai da te; Modellini di Mercatini, Banchi e Borghi in scala; “Pupazzi” Arcieri nelle loro mansioni; Monete, Stemmi, Scudi, Gonfaloni, Plastici personalizzate; Gadget; Riproduzioni Storiche di Oggetti, Armi, Abiti, Suppellettili;
  • MedioEvoca Governance. Rappresentazione e Lezioni Tematiche su Borghi e Villaggi. Riti, Sistemi e Forme di “Buon Governo”; Costruzione del Benessere Collettivo. Alla ricerca del bello, del giusto, del bene comune; Tecniche di Buona Amministrazione;
  • MedioEvoca Civitas. Da Giulio Cesare al “Cardo e Decumano”; il Castrum Imperi o accampamento; la Nascita delle Città; l’Organizzazione del Territorio; le Città Murate e la Casa Domestica; gli Affari, i Giochi, le “Cose Pubbliche”;
  • MedioEvoca Historia. Da Costantino a Cristoforo Colombo; Terre, Acque e Vie del Commercio; i Confini Geografici; le Conquiste e le Decadenze; i Luoghi della Storia; le Forme di Potere; la Storia dei Papi;
  • MedioEvoca Santa: Benedetto, Francesco, Domenico ed il catarismo tra Pauperismi ed Ereticismi;
  • MedioEvoca a Camelot. Artù, Carlo Magno, Federico II e Riccardo Cuor di Leone. Il mito Robin Hood;
  • MedioEvoca Peregrinatio, fede, culto, simboli, mete e vie. Santiago, Loreto, Roma, Gerusalemme;
  • MedioEvoca Araldica. Censimento delle casate e della discendenza tra mestieri, castelli, nobiltà ed eroicità;
  • MedioEvoca Ristora: Tradizioni Culinarie ed EnoGastronomiche, Colture Bio, Diete, Street Food, Mestieri per il Cibo. Campionari di Cibi, Oggetti, Usi, Costumi;
  • MedioEvoca Templar. Potere, finanza, armi, mestieri al servizio di arti, della gente, della cristianità;
  • MedioEvoca Battle. Croci e Mezzelune fino ai tempi di Solimano il Magnifico. Abiti, armi, bagagli;
  • MedioEvoca e la Meraviglia. Visite guidate fra architetture civili, religiose e militari. Orti botanici; paesaggi rurali naturali e agricoli; distretti minerari, industriali e artigianali; luoghi dell’abitare nonché luoghi dello spirito, dell’ingegno, dell’arte e della cultura; percorsi elaborati ad hoc per rievocazioni di celebrazioni locali narrazione, regia, scenografia, sceneggiatura e allestimenti;
  • MedioEvoca Dimorae: Burgos & Villis, Xenodochium, Ospitalia, Commanderiae, Domus Ecclesiae, Diaconiae, Forum e Mercati Rionali, Parchi Itineranti della Civiltà Cristiana, Villaggi Yurta, Osteriae, Serrae, Horti, Factoriae, Reti Loci Agricolae, Geni Loci, Mulini, Monasteri, Abazie, Municipia, Cortes, Palatium, Tabernae, Ateliers, Musei e Alberghi Diffusi, Dimore Storiche, Laboratori Locali delle Arti, dei Raccolti e dei Mestieri a km 0, Gruppi di Acquisto Solidali, ASSET-Dipartimenti Locali Alta Scuola di Specializzazione Ecosostenibile del Territorio, Aree Attrezzate per Ricovero di Camper e Barche, Centri di Sperimentazione Permanente, Pievi Pudenziane, Campus, Semenzai, Botteghe, Simulatori, Certose, Cenobi, Distretti Tematici, Areopaghi, Rom’Antica, Lazzaretti, Aree per la Trasformazione Confezionamento di Prodotti e Semilavorati, Camion a Geometria Variabile per Standing e Pronto Intervento, Luoghi Strutturati per il Ritiro Spirituale, l’Ospitalità, la Meditazione e Cura dell’Anima;
  • MedioEvoca in Platea: Format Cine-Televisivi, Educational, Formatici, Ludici; Stampa e Pubblicazioni Storico-Scientifiche; Calendari “tipo frate indovino”; Poster, Cartoline e Illustrazioni; Documentaristica, Fiction e Promo Eventi; Gadget; Riproduzioni Storiche di Oggetti, Armi, Abiti, Suppellettili; Simulazioni di Combattimenti; Rievocazioni e Ricostruzioni in Costume; Organizzazione Eventi, Fiere, Palii, Sagre e Mercatini Tematici; Sinossi Interattive per Visite Guidate;
  • MedioEvoca Uso&Riuso: educare al riciclaggio; uso dei rifiuti organici; riuso in arte e riconversione; compostaggio, stoccaggio; recupero, trasformazione e riutilizzazione oli esausti, tessuti, lana, scarti;
  • MedioEvoca in Gilda: corporazioni di arti e dei mestieri; apprendistato, botteghe, laboratori, ateliers; Recupero Borghi Antichi; Albergo e Museo Diffuso;
  • MedioEvoca Partnership. Sostegni Europei, Statali, Regionali, Locali per la pubblicità, sponsorship, scambi culturali, media; albergatori, ristoratori, fornitori; rivenditori e produttori locali; imprese e istituti finanziari; collaborazioni internazionali;
  • MedioEvoca InFormAzione. Scuola per rappresentazioni e rievocazioni storico-locali; figuranti, compagnie d’armi, giocolieri, giullari; professionisti per l’organizzazione e le relazioni con gli enti locali e la cittadinanza; promoters; city cultural managers e magistri viarum;
  • MedioEvoca Experties. Progetto EcoTUr: Istituto di Certificazione e Omologazione EcoTUr; EcoTUr Film Location; Negotii EcoTUr GLocal Service; EcoTUr Financing; EcoTUr Stage; EcoTUr Managing; EcoTUr Time Share; EcoTUr Caesar; EcoTUr Work in Progress; EcoTUr Emergency e Sicurity; EcoTUr Satisfation; EcoTUr Devolving; EcoTUr Freegan; EcoTUr Front Magazine; EcoTUr Trade; Progetto EcoTUr – Canapa System;
  • MedioEvoca Fortitudo.
  • MedioEvoca Canapa System.