Falso giornalismo e False Flag. Da Swinton ad Orwell

Quello che segue è il discorso che John Swinton, l’allora redattore-capo del New York Times, pronunciò in occasione
di un banchetto con i suoi colleghi, 150 anni fa, presso l’American Press Association:

“In america, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io. Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr’ore la mia occupazione sarebbe liquidata. Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente? Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. noi siamo delle prostitute intellettuali”.

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Lo scopo della guerra non è quindi di carattere economico, ma serve a fare in modo di consumare nelle spese militari gran parte delle risorse che altrimenti servirebbero a rendere più ricca e intelligente la vita dei cittadini. La distruzione della bellezza, inoltre, allontana dai pensieri spirituali e ci rende più vuoti dentro predisponendoci ad una mentalità consumistica e materialista come vogliono i potentati moderni.
Infine è determinante l’alterazione ed il controllo della storia ottenuto tramite la distruzione dei documenti che
testimoniano una realtà passata migliore di quella attuale.
Così i dati sulle epoche precedenti o vengono modificati a piacimento oppure cancellati completamente dalla memoria storica. L’obiettivo è quello di non dare agli uomini termini di confronto e far credere loro di trovarsi nel miglior stato possibile, nel miglior mondo possibile.
Altro mezzo utilizzato dal Grande Fratello per perseguire i propri scopi è quello della perenne guerra contro le due
potenze mondiali. La guerra descritta è in realtà solo un pretesto, uno strumento per controllare la popolazione più
povera. “In conformità ai principi del bipensiero, non ha importanza che la guerra ci sia davvero o che, essendoci la vittoria, sia impossibile. Lo scopo della guerra non è la vittoria ma la continuità. Lo scopo della guerra è la
distruzione da quanto prodotto dal lavoro umano. Una società gerarchica è possibile solo sulla base della povertà e dell’ignoranza. Come principio lo sforzo bellico è sempre programmato per tenere la società alla soglia della fame. La guerra è scatenata dal gruppo dominante contro i suoi stessi soggetti. E lo scopo non è la vittoria contro l’Eurasia o l’Estasia, ma di far rimanere intatta la struttura della società”. ~ George Orwell

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